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Aggiornato il 10/12/2011

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verità e giustizia

Newsletter di approfondimento dell'osservatorio
sull'informazione per la legalita' e contro le mafie

Benvenuti al numero 78 della newsletter di liberainformazione, potete scaricare il file in formato pdf cliccando QUI .

Giornalisti precari, poveri e ricattabili. Nasce la Carta di Firenze

di Matteo Massi

Di dignitoso, a volte, c'è soltanto il nome con cui li chiamano. Free lance. E letto così sembrerebbe un mestiere avventuroso. Ma di avventuroso nella vita della maggior parte dei free lance italiani c'è solo come arrivare alla fine del mese con quei miseri compensi che vengono elargiti dagli editori. Free lance o collaboratori poco importa la definizione, ma nella sostanza c'è un precariato che è diventato un tema forte anche per l'ordine nazionale dei giornalisti. continua.

Cidma, ovvero Centro Inutilizzabile di Documentazione sulla Mafia e sul movimento Antimafia.

A Corleone, il Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e il movimento Antimafia (Cidma) è uno dei tanti paradossi della lotta culturale a Cosa nostra: potenzialmente interessantissimo, sopravvive imbalsamato per colpa dei veti politici, e solo grazie alla buona volontà di chi ci lavora. Continua

 

Serbia, il legame tra i berretti rossi e la mafia

ShareThis di Cecilia Ferrara

Con il recente arresto di cinque membri dei famigerati “berretti rossi”, l'Unità per le operazioni speciali durante l'era Milošević, non solo la giustizia serba sembra finalmente fare il suo corso, ma si aprono anche possibili chiarimenti sull'omicidio del premier serbo Zoran Đinđić

“La giustizia può essere lenta ma almeno alla fine arriva” continua

Scoperta una banda specializzata nell'organizzazione di feste in ville e case di campagna dove si spacciava la droga.

BLITZ 14 ARRESTI A BAGHERIA!!!

PALERMO. Una banda specializzata nell'organizzazione di "cocaina party" in alcune ville e case di campagna è stata scoperta dai carabinieri del Comando Provinciale di Palermo che hanno eseguito 14 provvedimenti cautelari con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione, denominata in codice "Big party", costituisce l'epilogo di un'indagine sviluppata dai militari della stazione di Bagheria.
Gli investigatori hanno scoperto che gli spacciatori adescavano i giovani nei pressi delle scuole, ma anche sfruttando le potenzialità dei social network per invitarli a feste serali o pomeridiane. Qui veniva fornita loro una dose gratuita di cocaina, per far provare lo sballo e, in questo modo, avvicinarli al mondo della droga. Almeno sei gli incontri monitorati e, tra questi il caso di un "addio al celibato". Uno degli spacciatori arrestati, per l'occasione aveva messo a disposizione degli ospiti cento grammi di cocaina, ritenendolo evidentemente un "investimento".
Gli spacciatori erano conosciuti dagli acquirenti solo con i loro appellativi dialettali ("Baby Ciccio", "Totò U Miricanu", "Ranetta") e con questi soprannomi conversavano tra loro al telefono. Le dosi erano chiamate in codice "orologi", "pantaloni", "sfincionello piccolo" per l'hashish e "sfincionello grosso" per la cocaina. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati complessivamente 350 grammi di cocaina e di 3,5 kg. di hashish.

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Le mani sulla capitale: mafia cinese, camorra, ‘ndrangheta

a ‘ndrangheta investe i suoi capitali illeciti in attività commerciali nel centro di Roma. La camorra si è alleata con la mafia cinese, condiziona il mercato immobiliare all'Esquilino ed è “leader” nel traffico dei prodotti contraffatti. Gli investimenti mafiosi sono saliti di livello. E la droga, il controllo dello spaccio, è il terreno sul quale si confrontano piccole bande di spacciatori che sparano, gambizzano e uccidono .continua

 

Mafie al nord, dalla mafia tradizionale ai colletti bianchi

Nel 2011 nel nord Italia sono stati confiscati 1392 beni, che equivalgono all'11% delle confische nazionali. Di questi, 248 sono aziende. Nell'ultimo anno si sono registrate inoltre 37.000 azioni finanziarie sospette, il record degli ultimi decenni. Con questo scenario tragico si aprono i lavori del seminario Mafie al nord della giornata di sabato, 8 ottobre, alla Fabbrica delle “e”.
A gestire il primo incontro è il giornalista Rai Santo Della Volpe, che riporta alla platea l'ultimo rapporto della Banca d'Italia: continua.

Mafie al nord: non ci può essere delega nel contrasto alle mafie

I boss non sono degli alieni che vivono tra di noi. Sono esattamente come noi.” Così esordisce il docente di sociologia dell'Università di Torino Rocco Sciarrone, studioso delle organizzazioni criminali. Nel suo intervento, durante l'ultimo dibattito dell'approfondimento Mafie al nord , Sciarrone si focalizza sulle differenza tra zone a tradizionale insediamento mafioso e territori di nuovo trapianto, evidenziando le strategie di espansione della criminalità organizzata: continua.


Parola chiave: “Crime”

Appare 56 volte su 85 pagine. Più del doppio di democrazia (21 volte), più di giustizia (46), più di sicurezza (50) e più di crisi, quella economica che sta picchiando duro ovunque (19). Nel progress report relativo al 2010, il consueto documento con cui la Commissione europea assegna il voto ai Paesi potenzialmente candidati all'ingresso nell'area comunitaria, “crimine” è senz'altro una delle principali parole chiave. continua.

 

Mafie al nord: serve consapevolezza per debellarle

Voglio lanciare un appello all'Assolombarda e all'Associazione Industriali di Torino: la malattia della criminalità organizzata è talmente diffusa che dobbiamo essere consapevoli della sua gravità per contrastarla e debellarla. Non c'è da scherzare, oggi il fatturato della ‘ndrangheta corrisponde al 3% del Pil dell'economia italiana». continua.

‘Ndrangheta, sequestrati i beni dei latitanti della cosca d'Aquino

I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili nei confronti dei latitanti della ‘ndrangheta Rocco e Giuseppe Aquino, nonché di Vincenzo Tavernese (detenuto a Catanzaro), raggiunti da un provvedimento cautelare in carcere al termine dell'operazione ‘Il crimine' del luglio 2010. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura distrettuale antimafia. continua.